5 giorni in Casamance nel bel mezzo della stagione delle piogge (Senegal e Gambia parte1/3)

Giorno1: arrivo a Ziguinchor da Dakar

Giorno2: partenza per Cap Skiring, visita di Ossuye, visita alla spiaggia dei pescatori di Cap Skiring

Giorno3: giro in piroga sul fiume Casamance, visita a diverse isole tra cui l’isola di Carabane

Giorno4: bagno a Cap Skirring, visita a Djembereng, escursione in spiaggia, visita al Re della Casamance a Ossuye

Giorno5: visita a Kafountine e Abéné

Giorno6: viaggio per il Gambia

Vado in Senegal e, come spesso accade, l’ho deciso all’ultimo. La scusa é quella di andar a trovare un amico della mia ragazza che inizia in questi giorni una borsa di studio a Dakar. Perché ci vuole sempre una scusa per fare un viaggio: ‘come mai vai Senegal?’.Agosto é il mese peggiore per andare a visitare questo paese perché piove un giorno su due e di conseguenza aumenta il rischio malaria. Di positivo c’è invece che le temperature stanno sempre tra i 25 ed i 30 gradi, senza arrivare mai a picchi da asfissia come invece può accadere in dicembre.

Dall’Italia voliamo fino a Dakar dove immediatamente prendiamo un volo interno per la Casamance, a Ziguinchor, con l’idea di risalire con calma fino a Dakar e magari oltre, fino a Saint Louis.

A Ziguinchor affittiamo una macchina a 36000 franchi al giorno (65euro) ed in 4 giorni visitiamo tutta la Casamace occidentale. Siamo in una zona in cui le grandi compagnie internazionali di autonoleggio non esistono e di ‘nazionali’ non ne esistono. Insomma, é tanto se pensiamo di essere in Casamance ma a Dakar con Sixt ci sarebbe costato uguale.

‘La Casamance è una regione meridionale del Senegal, in cui da più di 30 anni è in corso una guerra dimenticata. Eppure ha causato circa 30mila morti e migliaia di rifugiati, coinvolgendo anche alcuni Stati confinanti, come il Gambia, che separa la Casamance dal resto del Senegal, e la Guinea Bissau. A combattersi sono l’esercito regolare senegalese e il Movimento delle forze democratiche della Casamance (MFDC), diviso in vari raggruppamenti e milizie, il cui principale è guidato da Salif Sadio.

La regione, popolata da poco meno di 1 milione di persone, prende il nome dal fiume Casamance che, prima di sfociare nell’Oceano Atlantico, irriga abbondantemente il terreno e lo rende assai fertile. Purtroppo gran parte delle coltivazioni sono abbandonate, a causa della presenza di mine, e molti giovani sono costretti a emigrare verso il Nord del Paese per cercare un lavoro o studiare’. Lo stato di è impegnato a sminare nei prossimi anni ma per ora c’è ancora tanto da fare. L’entità principale é quella Diola (60%), la maggioranza sono mussulmani (75%) mentre il 17% sono cristiani. Si tratta della maggiore concentrazione di Cristiani del Senegal, che é mussulmano per il 94% della popolazione.

La Casamance è lontanissima, in tutti i sensi, da Dakar e dai suoi dintorni. Da una parte c’è Ziguinchor, la sonnolenta capitale, dall’altra le ampie spiagge bianche di Cap Skirring, e infine le sponde del Casamance, punteggiate di minuscoli campements annidati tra mangrovie e lagune’. Avvicinandoci alla costa, ci fermiamo ad Oussuye dove conosciamo Pablo Babacar, per metà mussulmano e per metà animista. É figlio della principessa, ma ha rifiutato il suo naturale ruolo di principe perché si sente più mussulmano che animista. Ci beviamo assieme una Gazelle, la birra nazionale, molto leggera e gradevole, che lui, in quanto mussulmano, non beve. Ha tante cose da raccontarci, così ci fermiamo a pranzo all’Ujamoral Restaurant, gestito da familiari di Pablo. Mangiamo l’unica cosa disponibile: carne di capra e patate fritte. Molto buona, consigliata. Al mercato compriamo del Baobab essicato da sgranocchiare strada facendo ed un coltellino retraibile sufficientemente grande per poter tagliare il mango, frutto nazionale con un sapore incredibilmente evocativo: solo quando mangi un mango maturo sei veramente in Africa, lo senti sulla lingua, te ne riempi le narici. E se non sei in Senegal allora puoi essere in Mali o in Burkina.

Pablo ci racconta del ruolo del Re, che tutti amano e che ogni problema sa risolvere, dalla lite famigliare ai malori, da un problema finanziario fino alle malattie croniche. Da sempre per questo tipo di cose nutro una curiosità atavica. Un sentimento che però si accompagna ad un cinismo ed una pragmaticitá che mai mi permettono di lasciarmi coinvolgere fino in fondo da nulla. Insomma, va a finire che prendiamo appuntamento con il re per due giorni dopo inshallah, che vuol dire ‘se dio vuole’ ma anche ‘chi può dirlo’.

Arriviamo a Cap Skirring che gli ultimi pescatori stanno già riponendo le reti e sviscerando il pescato. La spiaggia dei pescatori in questo periodo (per loro) invernale é un luogo molto suggestivo. Diversi pescatori non sono ancora rientrati dalla recente festa del mouton, nella quale in ogni famiglia con almeno un mussulmano viene ucciso un agnello e consumato con la famiglia, che per l’occasione si riunisce con i vicini di casa e gli amici più cari. Camminiamo a lungo su un bagnasciuga infinito, creato dalla bassa marea pomeridiana. Non incontriamo nessuno per chilometri, solo un toro, che mangia alghe e rumina. Al rientro facciamo amicizia con Luna, proprietario di un ristorante che funziona solo durante la stagione, quando la spiaggia dei pescatori diventa un luogo turistico, pieno di ristoranti e cafe. Luna ci mostra gli essiccatoi poco distanti, ci mostra razze e squali e ci spiega che quest’ultimi sono dedicati al mercato estero, del Ghana, della Guinea Bisseau, lontana meno di 10 chilometri, ‘perché i senegalesi non mangiano gli squali. Questo perché ogni volta che c’è un incidente in mare, gli squali mangiano la gente e, così, sarebbe come mangiare degli uomini.

Il giorno seguente lo dedichiamo al nostro nuovo amico e andiamo con Luna a visitare tutte le isole dell’estuario del fiume Casamace. Stiamo fuori 10 ore, quasi tutte assolate e stiamo da Dio. L’isola più importante é Carabane, che fu il primo avamposto commerciale francese in Casamance. Fondato nel 1836 fu un luogo importante per lo smistamento degli schiavi ma oggi ha appena 400 abitanti che resistono qui tutto l’anno, anche in periodi come questi, lontani dalla ‘season’, periodo tra dicembre e febbraio nel quale tutta la regione si riempie di turisti.

In questo periodo, nel bel mezzo della stagione delle piogge’ ogni giorno piove almeno un paio d’ore e quando piove, piove per davvero. Piove da riempirti le scarpe, da riempire l’auto se sei su un taxi, da entrarti in camera mentre stai dormendo. Non esiste riparo e non c’è fuga che tenga, é per questo che li vedi camminare sotto la pioggia senza problemi, che li vedi attaccati ad un furgone per 100 chilometri, in canottiera sotto l’acqua, é per questo che vedi i bambini di 5 o 6 anni impegnati in un Match di calcio sotto un temporale.

Visitiamo diverse isole sull’estuario e facciamo tappa anche ad Élinkine, villaggio dinamico e piacevolmente caotico. Sulle isole, verso l’ora del tramonto potete avere il piacere di trovarvi In una spiaggia completamente coperta da granchi blu. Sono innocui e sarà molto divertente camminarci in mezzo.

Dedichiamo due giornate alle spiagge della Casamance: Cap Skirring e Diembering nel sud della Casamances, Kafountine e Abéné nel nord.

Abbiamo alloggiamo al Campement Chez Madame Mballo, una mamane africaine vedova del re dei pescatori. La gestione é a conduzione famigliare. Sempre di famiglia il bar sulla spiaggia ed il mini market sulla strada. Comodo se avete affittato una macchina, meno comodo se vi muovete a piedi essendo a 4 chilometri dal centro della cittadina, se alloggiate qui, soprattutto se in bassa stagione come noi, sarete catapultati nelle bellissime dinamiche di quartiere, grazie al ragazzo che gestisce il market che parla italiano con accento napoletano, la massaggiatrice che lavora in spiaggia, che ci tiene a specificare che si tratta di massaggi seri, non sessuali, il figlio Rasta man cannaiolo della signora Mballo, il medicatore che vi proporrà qualche rimedio naturale e tanti altri che sicuramente si alterneranno nel corso delle stagioni. Attraversando il folto giardino di bougainville si arriva ad una spiaggia lunga e dolce, con una forte corrente ma nella quale, al primo momento di sole, é davvero piacevole buttarsi in mare. Tanti gli autoctoni che vanno in spiaggia a fare sport, sempre, correndo, facendo flessioni, stiramenti, giocando a calcio. Ci dicono che d’estate qui sia pieno ma ora siamo gli unici bianchi ed é bellissimo. La Spiaggia di Djembereng invece é davvero selvaggia, la si raggiunge solo a piedi, lungo un sentiero di due chilometri. Al nostro arrivo piove e sembra di stare nel film ‘the road’ quando i due protagonisti, padre e figlio, dopo aver attraversato un America post apocalittica, fatta di cannibali e gente spaventata e violenta, arrivano al mare. Ecco Djembereng.

Per andare nel nord della Casamance dobbiamo tornare a Ziguinchor perché non ci sono ponti per attraversare il largo fiume che da il nome alla regione. Sulla starada ci fermiamo a Oussaye a trovare il Re che ci accoglie, assieme alla regina, dopo due ore di pioggia forte e fitta. Ci racconta che i villaggi che segue sono 17 in Casamance e 2 in Guinea Bisseau e ci chiede scusa ma purtroppo senza vino di palma proprio non può darci alcun benedizione. Perché per farcela oggi, non essendo stagione da Vino di Palma, dovrebbe allungarcela con dell’acqua e questo non assicurerebbe la buona riuscita della benedizione. Mi chiede pertanto di tornare a dicembre che sicuramente avrebbe potuto risolvere il mio problema di salute. Gli dico di sì anche se non penso proprio che sarò qui a dicembre, ma si, insomma, inshallah!

A Kafountine arriviamo in tempo per accogliere i pescatori che rientrano con una pesca molto ricca. Ci facciamo diversi amici sulla spiaggia ma questo non è sufficiente per permetterci di documentare il lavoro dei pescatori: non vogliono foto. Dopo Kafountine andiamo ad Abéné che nella stagione delle pioggie sconsigliamo vivamente perché le strade sono pessime e la viabilità diventa impossibile. Sono sicuro che d’estate sia splendida invece. Per risolvere il problema delle gigantesche e profonde pozzanghere che non permettono alle normali automobili di fare alcune strade si sono inventati dei motorino-taxi che per pochi sefá di portano in spiaggia e poi ti riportano dalla spiaggia al paese. Se visitate Abéné andate a vedere il grande albero. Un bel Baobab di qualche centinaia d’anni.

Abbiamo passato tre notti a Ziguinchor e mi sento di consigliare:

Casafrique – una tripla con bagno in camera costa 15000 sefá, ha un ampio e vivibile giardino nel quale ti preparano (incluso nel prezzo) una bella colazione a base di baguette, marmellata, burro di arachidi, cioccolata. Sicuramente il miglio rapporto qualità prezzo.

Le peroquiet – una doppia costa 15000 sefá, le triple non le hanno ma potete farvi aggiungere un lettino e vi costerà 18000 colazione esclusa. Sicuramente il più bell’albergo della città, con vista sul molo delle piroghe. Il ristorante é molto valido. Da provare.

Sen ke’Jr – Nuovissimo hotel, vicino alla Gare Routierre da dove partono tutti i Taxi Brus ed i 7posti per qualunque destinazione. 15000 la tripla con bagno in camera (esclusa colazione). Poco affascinante ma funzionale.

Veniamo ora al cibo:

La Kassa – Il ristorante più conosciuto della città. É anche un bar nel quale la gente del posto si trova per vedere le partite di football piuttosto che a giocare a biliardo. Ha un vasto menù ma fatevi consigliare cosa c’è di fresco. É tutto ottimo.

Le Peroquiet – Consigliatissimo. Si spende un po’ più che al kassa ma la cucina è di alto livello. Pochi piatti ma ben curati. È l’unico posto nel quale ci siam trovati a pasteggiare con altri turisti.

Le Tamarinier – Posto decisamente rustico e di poche pretese. Il più economico dei tre. A conduzione famigliare. Quando siamo andati noi, a cena, eravamo i soli clienti e ci hanno proposto esclusivamente pollo con patatine fritte e insalata. Erano ottimi.

A Cap Skirring ceniamo due volte:

La reale – reastaurant a cap Skiring

Barracuda alla griglia, gamberi saltati, e pasta fresca tipo raviolo con ripieno al granchio. Ma ci sono anche piattini interessanti a base di vacca, comprese le interiora. Il riso di accompagnamento é il riso Carolina, il riso tipico senegalese.

Chez Luna – Sulla spiaggia. É lo stesso Luna che ci ha guidato su e giù per il fiume Casamance, in realtà é un cuoco. Un ex militare volontario di quando il servizio militare durava cinque anni che però anzi che sparare cucinava. Ecco ora che siamo in bassissima stagione non mi sentirei di consigliarlo ma sono sicuro che d’estate sia il top, soprattutto a pranzo.

La cena da Luna dovevamo immaginarlo che sarebbe andata così. Era prevedibile. Lui ci teneva a cucinarci le aragoste ed i granchi ma il suo ristorante ora é chiuso, senza elettricità e senza nessun altro ristorante attorno, nel bel mezzo di una baraccopoli disabitata, a due passi dagli essiccatoi per i pesci. Tra gatti e cani randagi affamati e con le uniche luci accese (tre candele) nel raggio di chilometri e questo significa tantissimi insetti fuori controllo. Per fortuna, con un sistema ingegnosissimo di zanzariere, abbiamo potuto consumare una ottima cena di crostacei, pesci e contorni ottimi ad un prezzo ridicolo. Protetti da una zanzariera a sua volta ricoperta da tantissimi insetti. Dentro la zanzariera, sul tavolo, non più candele ma due mini torce a led. Una bella serata. Un’esperienza alternativa.

Contatti utili:

Appena arrivate a Ziguinchor, se non trovate un tassista che vi dia serenità potete chiamare Jean (+2217757536) . Oltre a portarvi dove desiderate, può trovarvi una macchina in affitto piuttosto che un albergo. É simpatico, parla bene più lingue ed è onesto.

Per affittare la nostra stessa macchina chiamate Boubacar Toure, che oltre a gestire il negozio Sapy Copies affitta una macchina con tutti i documenti in regola. Questo ci assicurerà, ogni volta che vi ferma la polizia, di non aver problemi e quindi, di nuovo, di non dover pagare alcuna multa. Qui i numeri di Boubacar Toure: +221776415115 il cellulare e +2210301024500 il fisso (la mail sadycopies@yahoo.fr). Lo trovate tra rue Javelier e rue de France.

Sempre nello stesso ufficio lavora Babacar Ba Camara, che potrebbe essere il vostro Wolf, quello che risolve ogni problema senza mai scomporsi, sempre ben vestito e sempre gentile, a differenza di Mr. Wolf (+221775570280, +221779065460, +221765570282, babacarbacamara@yahoo.fr).

A Cap Skirring potete farvi guidare da Luna (+221773076471). Leggete sopra le sue gesta. Luna può portarvi anche in Guinea Bisseau, dove in sette giorni potete visitare l’arcipelago di Bijagós, un vero paradiso ed il luogo dove Luna vorrebbe andare a vivere.

A Oussuye vi consiglio di chiamare Pablo (+221775683687). Lui può condurvi al re e guidarvi per la città. Può offrirvi un te alla menta e raccontarvi tante cose sull’animismo in questa zona, ed è davvero molto piacevole passare qualche ora con lui. Vi presenterà tutta la sua famiglia e scoprirete quanto può essere vasta una famiglia africana.

Informazioni pratiche:

-Ogni numero che vi ho fornito, se non chiamate con un numero nazionale va completato con il prefisso: 00220 per il Gambia e 00221 per il Senegal.

-I voli interni, come il nostro Dakar-Ziguinchor, diversamente da quanto si trova sulla maggior parte delle guide, si possono comprare anche dall’Italia direttamente dal sito di Air Senegal.

-Appena arrivati in aereoporto, prima di uscirne, vi consiglio di comprare una sim locale con almeno 10giga di traffico internet, così che possiate tranquillamente confrontarvi con il web prima di lanciarvi nel mercato africano che guiderà qualsiasi vostro acquisto. Appena usciti dall’aeroporto dovrete essere già operativi e conoscere il giusto prezzo di una corsa fino al vostro hotel e se non lo sarete verrete bellamente fregati. Quindi servitevi di internet ma chiedete di continuo a facce amiche il prezzo di ogni cosa prima di andare a contrattare. Sempre. E ben presto troverete divertente la contrattazione tipica del mercato africano. Come diverte coloro che vi fanno da controparte. IMPORTANTE: per poter condurre il mercato africano bisogna sempre avere un alternativa da mettere in campo, diversamente vi sarà difficile uscirne vincenti. Quindi cercatevi sempre in alternativa, per quanto improbabile. Insomma ci deve essere sempre qualcuno che vi viene a prendere per meno da poter citare.

-Se atterrate all’aereoporto di Dakar, da lì alla più vicina Gare Routiere, piuttosto che dall’aeroporto a Toubab Dialau, per svegliarsi al mare nel primo vostro giorno senegalese ed andare a prendere il volo per Ziguinchor il taxi costerebbe 7000Cfa ma, soprattutto se arrivate di notte, potrebbe esservi difficile scendere sotto i 12000Cfa. Sicuramente rifiutatevi di pagare più di 12000Cfa. Nel caso voleste fare il nostro itinerario allora alloggiate al Black&White (+221338653966). Ha la piscina e potete prenotarlo su Booking.

-I bus ufficiali, per qualsiasi destinazione, sono convenienti e confortevoli ma vanno prenotati per tempo o presso la Gare Routiere o per telefono con Orange Money che in Senegal e Gambia é molto utilizzata.

-Se bevete birra vi consigliamo le birre locali: la Gazelle e la Jul Brew su tutte.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...