Compilare la lista dei buoni propositi tra Cuzco, Arequipa ed il lago Titikaka

Il primo dell’anno visitiamo Cuzco, andiamo a pranzare al mercato di San Pedro trota fritta, omelette di verdure, una Granadilla e frullato di Maracuya, Papaia e Ananas. Avremo speso in tutto 15 soles a testa, 4 euro. Poi un giro per San Blas, il quartiere arroccato sulla collina, il suo mercato, le vie strette ed i suoi tanti ristoranti vegetariani e vegani che consiglio. Ne approfitto anche per andare dal barbiere che non sopporto più i miei capelli. Il barbiere è una donna sulla cinquantina molto simpatica che insiste per spuntarmi la barba e finisce per tagliarmela cortissima. 


Alle 22:30 sbronzi dopo il nostro unico giorno in città e le relative birrette di ‘descanso’ prendiamo un bus per Puno, sul lago Titikaka. Un lago che è quasi un mare con i suoi 8000 metri quadri che divide il Perù dalla Bolivia e che ospita molte popolazioni differenti tra viste ed isole. Alle 5 siamo alla stazione dei bus di Puno ed alle 7 partiamo con una barca dal porto direzione Isole Uros, isole galleggianti costruire con canne di totora seccata per due mesi. Qui con questa pianta ci fanno davvero di tutto: le imbarcazioni, le capanne, i falò,la usano come purgante,’come rimedio al mal di stomaco, per la febbre, la mangino a colazione e con il il fiore, il ciuni, ci fanno il the. Le radici seccate e polverizzate si usarono Per farci la zuppa durante la carestia del 1920 ed ora è una tradizione. Queste popolazioni vivono sulle isole galleggianti dai tempi della conquista inca, intorno al 1200dc e si sono spinti dentro il lago per essere protetti dalla madre lago di cui loro si sentono i figli. Solo se sei nato su un isola galleggiante puoi viverci, non ci si può trasferire qui. Pure le scuole primarie e secondarie sono galleggianti e solo I teenager vanno a Puno per studiare sulla terra ferma dando vita ad un fenomeno di depopolazione che alla lunga porterà questa cultura a scomparire.


Ad un paio d’ore dalle Uros arriviamo ad Amantani dove siamo ospiti delle famiglie locali per 24 ore. Mangiamo con loro che sono vegetariani poiché sull’isola non si allevano animali e non praticano più la pesca da anni per scarsità di pesce intorno all’isola. Alla locanda in centro al paese beviamo il Te macho con mate de coca, muna, una menta selvatica, eucalipto, pisco e lime. Dopo cena ci vestono con vestiti tradizionali e di coinvolgono in sgraziati balli di gruppo tradizionale mentre un gruppo di giovani musicisti suona musiche tradizionali ed una improbabile cover di ‘la bamba’. 


Quando dobbiamo salutare Simon e la sua famiglia quasi ci si commuove, ci hanno accudito ed accolti in un modo incredibile. Ultima tappa Taquile che ci accoglie sotto un temporale fastidiosissimo che ci lascia in pace solo dopo un ora di camminata, per ricordarci che questa è pur sempre la stagione delle piogge. Camminiamo in altra ora ed arriviamo a pranzare sotto un sole caldissimo con vista mare. Giusto il tempo di bagnare i piedi nel lago che è ora di rientrare a Puno, città poco affascinante dove però mangiano la pietanza più buona di tutto il viaggio: Alpaca al sambuco. Su Caie Lima, In un ristorante che si chiama Tradicion del lago. Alle 22:30 prendiamo un bus per Arequipa che arriverà alle 3:30. Alle 4:30 bussiamo alle porte dell’ostello Santa Caterina per recuperare qualche ora di sonno. 


Arequipa è accogliente, con muri bianchi che ti sembra di essere in nord Africa ma se la chiamano ‘la città bianca’ non è per questa ma perché è stata fondata dai Baschi. Facciamo colazione/pranzo al mercato di San Camillo con rojoto relleno, i tipici peperoncini giganti ripieni di queso ed andiamo a visitare il museo andino che ospita ben 18 mummie inca congelate e molti preziosissimi oggetti che venivano usati come corredo o per i riti sacrificali. Le mummie più ‘famose’ si chiamano Juanita e Sarita e conservano ancora pelle, muscoli ed organi. Sono state scoperte solo una ventina d’anni fa grazie al vulcano Misti, ancora in attività, che lanciando le sue polveri fino a 4 chilometri di distanza ha generato lo scioglimento di diversi ghiacci che custodivano queste mummie ed i loro segreti da 500 anni. Questi bambini e ragazzi di età tra i 6 ed i 18 venivano scelti soprattutto tra i nobili e preparati in apposite scuole per il sacrificio. Erano fieri di poter placare le ore degli dei con la loro vita è salvare il resto della popolazione. Con il sacrificio umano chiedevano agli dei di far finire le eruzioni piuttosto che risolvere un epidemia o una guerra civile. In 500 anni gli inca passarono da 12 milioni a 6 fino alla loro scomparsa cento anni dopo l’arrivo degli spagnoli.

Dopo il museo proviamo a visitare la parte alta della città ma un temporale che sembra interminabile ce lo impedisce. Alle 22 siamo a nanna che alle 3 si parte in bus per il Canyon e le terre dei vulcani, in mezzo alle ande. Ci aspettano 7 ore di trekking il primo giorno e 3 il secondo. Olé.

È il 4 gennaio e prima di dormire riordino i miei buoni propositi per il 2017. Devo trasformare la ditta in S.p.a., far funzionare l’app della banca, andare a pranzo con Francesca, non dimenticare l’aperitivo con Gianluca, farlo ogni settimana, portare i regaz a cena dalla Novella, lavorare meno, lavorare meglio, ricordarsi di staccare una volta a settimana, ogni sei mesi andare lontano e non rispondere a nessuno. Devo portare il piumino in lavanderia, devo portare anche il piumino di Jambo, svuotare l’armadio, scrivere a Max che devo farlo da mesi. Devo leggere il giornale ogni mattina, voglio avere un idea su quello che accade, Voglio raccontare ad Emidio di cosa mi ha mosso con quella canzone, lanciare in aria Adele più spesso, ricordarmi di mettere la crema solare, andare dal dentista, studiare spagnolo, riprendere l’inglese e reagire meglio a tutto ciò che mi da fastidio. Devo mettere ordine nella mia testa, riordinare pure il cuore e magari anche tutti gli altri organi che dentro c’ho un gran casino. Senza contare troppo sulla sincerità, senza sopravalutare la verità, senza fare guerra alla Betta. Devo darmi di più, devo raccontarmi senza promettere, devo imparare a riconoscere le cazzate e trattarle come cazzate. Devo abbracciare mio padre, devo chiamare la nonna, devo saldare ogni debito, devo sapermi leale, devo esserne fiero. Devo smetterla di procrastinare, devo fare allenamento e mangiare meglio. Devo vivere quello che c’è e smetterla di incazzarmi per quello che manca, devo sorriderne.

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