Il rumore della mia testa nel silenzio dei caracol zapatisti.

Erano anni che non avevo così tanto tempo per pensare. Pensieri rumorosi che se qualcuno si volta verso di me, la prima impressione è che li abbia sentiti, che si volti per chiedermi di smettere. Perché i viaggi sono lunghi ed i mezzi scomodi, perche le strade sono piene di rallentatori altissimi e dormire è difficile, perché il verde a perdita d’occhio della foresta ti risucchia il cervello e non ti lascia in pace. Perché lo sai che tornerai a casa e sai pure in che giorno, perché puoi prevedere anche buona parte dei problemi che incontrerai una volta in Italia e puoi prevedere pure buona parte delle cose che ti assalteranno una volta arrivato a casa. Perché puoi pure preoccupartene ma intrtanto sei qui dove nessun cellulare prende, dove non hai alcun contatto con il resto del mondo. Per fortuna.
Andiamo ad Oventik, uno dei cinque caracol zapatisti, né visiteremo altre 2 mente a Roberto Barrios siamo passati per andare alle casate. Ci accoglie la commissione di viglilanza, due ragazzi tra i 20 ed i 30 con tipico passamontagna. Gli diamo le nostre generalità, gli spieghiamo di cosa ci occupiamo e che cosa siamo venuti a fare. Nell’attesa di essere accolti dalla giunta di buongoverno ci fanno fare un breve tour. Normalmente non è così ma probabilmente la presenza di Andrea li ha ammorbiditi. Passiamo attraverso la scuola nel momento della ricreazione, ci perdiamo dentro i tanti murales ed i loro slogan. Il villaggio si sviluppa su una discesa e la nebbia densa sembra segnare un confine tra la comunità ed il resto del mondo. Ci dicono di non fotografare le persone e noi rispettiamo la richiesta nonostante la tentazione sia forte. Incontriamo sguardi intensi e sorrisi luminosi, capaci di bucare l’umido ed il freddo di questo venerdì mattina di maggio. La stagione delle piogge è alle porte. 

La giunta di buongoverno quando ci accoglie é probabilmente sveglia da ore e leggo nei loro occhi un po di istanchezza. Probabilmente hanno lavorato già diverse ore prima di riunirsi per accoglierci. La giunta è formata per maggioranza di donne, sono loro a darci il Benvenuto ed a raccontarci qualcosa sulla comunità. Poi gli raccontiamo di noi, de Lo Stato Sociale, di 20zln, di Garrincha a Dischi, della candidatura di Margherita e della ricerca che sta effettuando Miria sul l’esportazione del caffè zapatista in tutto il mondo. Lasciamo qualche donazione e poi andiamo a mangiare al comedor della comunità. É l’occasione per una accesa discussione ed approfondimento sulla storia delle Ezln e più in generale degli ultimi 100anni di storia messicana. Andrea e Miria sono molto preparati e ci perdiamo per più di un ora davanti a quesadillas e pollo in umido.
In ogni comunità la giunta deve essere di maggioranza femminile mentre nel l’esercito le donne devono essere non inferiori al 30%. Si tratta, assieme all’esercito curdo degli eserciti con più alta percentuale di donne al mondo.Alla Realidad non ci va bene come ad Oventik ed aspettiamo quattro ore prima di avere un appuntamento dalla giunta. Dopo un primo momento di tipica ansia europea da attesa devo ammettere che tutto questo mi rilassa. Come la lunga pausa in mezzo alla strada nell’attesa che terminassero i lavori di rifacimento della strada questa mattina. C’era una ruspa che spostava i detriti ed alcuni massi del diametro di un paio di metri approfittandone per ricostruire la strada. Una fila di una quindicina di mezzi per lato ad attendere. Mi messo a dorso nudo, ho messo la crema protezione 50 e mi son messo a fare l’umarela che prende il sole guardando i lavori in corso. Respirando forte.Tutta la comunità é piena di murales e cartelli che rappresentano Galeano con e senza passamontagna, un icona del movimento uccisa proprio qui due anni fa da paramilitari e governo. Vi racconterò meglio la storia di Galeano più avanti. Colazione e pranzo sono a base di uovo rimescolato con pomodoro, stufato di fagioli e caffè. Sono molto in forma. Leggero. Il pasto del campione. Ci propongono di cenare con lo stesso piatto, rifiuto gentilmente. Un caffè può bastare. Grazie.

Per arrivare qui passiamo affianco alla 31esima zona militare, sulla strada per Comitan, dove addestrano tuttora i militari e dove ha avuto luogo uno dei più grandi scontri dei 12 giorni di guerra del 1994. Uno dei più grandi scontri assieme a quello di Ocosingo. Mi dicono che il Chiapas, dopo la striscia di Gaza, é una delle zone più militarizzate del mondo, o almeno così era fino a poco tempo fa. Magari oggi è solo tra i primi dieci.
Pranziamo a Guadalupe Tepejak, a 200metri dall’Aguas Caliente, dove ha avuto luogo l’incontro intergalattico dell’umanità contro il neoliberismo, nel quale vengono usate per la prima volta a livello pubblico ed internazionale le parole neoliberismo e globalizzazione. L’Aguas Caliente é stata poi distrutta il 9 febbraio 1995, pochi giorni dopo l’incontro intergalattico.A Guadalupe Tepejak hanno anche girato la maggior parte del docufilm ‘Il corazson del tiempo’ che ben racconta la vita nelle comunità e alla Realidad conosciamo anche Autelia, una pittoresca signora di sessanta/settanta anni, con lunghe treccie argentate, senza denti, con un vestito coloratissimo ed un sorriso strepitoso.

Ci mettono ad alloggiare all’accampamento civile per la pace, dove vivono gli osservatori per i diritti umani. Piazziamo le nostre amache alcune sotto la tettoia altre dentro alla capanna/magazzino. Appena finito con le corde, la giunta ci manda a chiamare. Non è al completo, ma nonostante l’ora tarda é molto disponibile. Parliamo di dignità e del periodo tutto sommato tranquillo che stanno vivendo, la giustizia che meriterebbe Galeano e che sembra non arriverà. ‘Parlano sempre di noi, mai di io’ fa notare commosso Enrico ed. effettivamente questo sistematico utilizzo del ‘noi’ e’molto confortevole. Prima di andare a letto facciamo il bagno nel fiumiciattolo accanto all’accampamento e ci raduniamo attorno a due candele a chiacchierare con i campamentistas, uno spagnolo ed un togolese, entrambe di passaggio ed un americano che é qui da nove mesi.
Dormire sull’amaca non è poi male. A colazione ci aspetta un grande classico: uovo strapazzato con pomodoro, fagioli in umido e caffè. Ne avevo voglia. Mi mancavano. Prima di partire per La Garrucha facciamo una passeggiata per il caracol ed un bagno nel ruscello con vista sulla lezione delle scuole primarie che si svolge all’aperto.Il viaggio per La Garrucha, per evitare un bloqueo, diventa infinito. Per fortuna la compagnia é ottima ed il tempo non passa poi così lentamente. Anzi. Oltre a noi 5 e Miria con noi ci sono Jaqueline, tedesca di 19 anni, ed il nostro autista e guida spirituale di cui non riporterò il nome perché nel movimento ha un ruolo influente. Ha partecipato alla sexta declaracion de la selva Lacandoma del 2005 ed oggi fa parte della organizacion Sexta. Ci racconta molte cose ed è un oratore incredibile. La mattina, per esempio, prima di colazione, ci chiama a raccolta e ci legge alcune pagine scritte di suo pugno prima di andare a dormire pensando alla giornata passata assieme. Parla di ‘dignità’, ‘libertà’, di ‘sempre’, di ‘mai’ e ‘a volte’. Emozionante.

‘El nunca desaparece cuando aparece el a veces. A veces destruye el nunca y el siempre. El siempre y el nunca odian el a veces. Yo siempre digo la verdad… Bueno, a veces!’
Alla Garrucha arriviamo tardi dopo tanta pioggia ed una lunga strada sterrata piena di buche. Dopo aver passato la commissione di vigilianza, prima di essere accolti dalla giunta ci mostrano le nostre stanze e ci offrono fagioli, tortillas tostate e caffè. Oramai caffè e fagioli mi fanno sentire a casa. Abbiamo due letti in legno, una stanza in cui montare una tenda, giusto per evitare gli insetti, e la possibilità di montare due amache.
Prima di addormentarmi, stanco morto, dentro al mio piumino, avvolto nel mio sacco a pelo come una crisalide, penso a random, cose poco impegnative, una stupidaggine, una mancanza, una soluzione, mischiate a qualcosa di serio che però ora non sembra preoccuparmi. Non adesso almeno, stanco come sono. Penso a Manny di Modern Family, a quando minorenne alle manifestazioni studentesche ho visto per la prima volta le maglie delle Ezln, ai 99posse che si separano alla marcia dei colori e della terra proprio da queste parti, ai videoclip buffi ma fieri delle hit messicane, alla ciaspolata che quest’inverno non abbiamo potuto fare a causa di una bufera di neve, all’inverno che in Italia sta per finire, allo spettacolo degli acrobati che non son andato a vedere prima di partire, ad Axl Roses che canta con gli ac/dc, al fatto che sto meglio di testa, il cuore si sta rasserenando, ma che ho diversi mali che ora mi sembrano inguaribili. Spero di sbagliarmi. 
Facciamo colazione con i compagneros, con pasta e fagioli. Facciamo una riunione con Il nostro autista, visitiamo il caracol, la clinica e partiamo. Cerco gli sguardi degli altri compagni di viaggio, sembrano tutti riposati, rilassati. Tra quattro ore saremo a San Cristobal. Miria ha citato questa frase durante la riunione di questa mattina e mi è rimasta impressa: ‘Hay la posibilidad de sacar el asfalto que hay en nuestras cabezas y recuperar la tierra que está en nuestros corazones’.

Come sempre, se volete capirne di più andate qui: https://20zln.noblogs.org

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