Troppe precauzioni rendono l’uomo scemo.

Io non sarei mai venuto qui se non fosse per Andrea prima e per Enrico, Alice e Margherita poi. Ma andando ancora più indietro: sarei qui se non fosse per lei e la ringrazio. Perché se ho ripreso a viaggiare dopo tanti anni é grazie a lei. Sempre di corsa com’ero, incapace di prendermi il tempo anche solo per godermi quello che mi accadeva di buono. Sempre in ansia, sempre nella paura che se mi fossi assentato mi sarei perso qualcosa. Qualcosa sarebbe andato storto. E invece…

Domenica siamo stati alla Hierva El Agua, luogo magico ai confini del mondo, piscine sorgive di acqua sulfurea che, dove la falesia finisce, hanno formato sullo strapiombo suggestive ‘cascate di pietra’. Puoi così camminare sul bordo della piscina e provare l’ebrezza di camminare sull’orlo del precipizio. Non c’è alcuna protezione, alcuna ‘sicurezza’, eppure non è mai caduto nessuno, nessuno è mai morto. Impossibile non pensare al fatto che le troppe precauzioni (come da noi), il continuo tentativo di mettere tutti ‘in sicurezza’ alla lunga rendano l’uomo scemo. Alla Hierva El Agua ci andiamo con un taxi, in 6 su un taxi, per quasi 200km tra andata e ritorno. Durante il viaggio si parla solo in spagnolo, di politica per lo più, dell’APPO, movimento dei mestri di una decina d’anni fa, dell’uccisione in pubblico di Luis Donaldo Colosio, storia che nemmeno Andrea conosceva. Tutto questo ve lo raccontiamo su #20zln quindi evito.  Prima di rientrare a casa proviamo di andare al cimitero monumentale di Oaxaca ma finiamo a quello nuovo, per nulla monumentale. Bello comunque.




Il viaggio Oaxaca-San Cristobal De Las Casas in pullman dura 11 ore. Le dormo tutte. Ci accoglie un cielo plumbeo, nebbia e vento. Andrea che aveva già prenotato il viaggio prima del nostro cambio programma é arrivato prima di noi e ci accoglie entusiasta. É innamorato di questa città e non vede l’ora di portarci alla Junax, casa comune che accoglie volontari ed osservatori che cooperano con le comunità zapatiste. Lo gestisce una signora molto fiera e gentile di nome Patricia che prima di accoglierci vuole capire chi siamo e perché siamo li. Questo perché non accolgono turisti in comunità. Costa 75pesos al giorno, meno di 4euro al giorno, ognuno lava i piatti che sporca, ognuno ha un proprio scompartimento per la spesa ed ognuno acquista qualcosa che serve alla comunità, come la carta igienica. Si passa il tempo a conoscere le storie degli altri ospiti, come quella di Mauro, bergamasco che ha deciso di vivere il presente, di disinteressarsi del futuro, di stare bene e qui tra saltuari lavori nelle comunità zapatiste ed un costo della vita molto basso forse ha trovato un equilibrio. Glie lo auguro. Facciamo una passeggiata per la città ed arriviamo fino in cima al monte dellaIglesia de San Cristobal da cui si vede tutta la città.

Per cena incontriamo Refugio, vecchia conoscenza di Andrea, che si occupa di raccogliere loghi ed immagini di resistenza e lotta provenienti da tutto il mondo in unico grande portale, stampandone poster che vengono esposti in tutto il mondo è rendendo questo grande archivio in un sito pubblico e gratuito. Passiamo una piacevole serata a parlare di diritto d’autore. Torniamo a casa, facciamo dei panini con verdure e formaggi comprati al mercato della frutta (il più bello tra quelli visti fino ad ora) ed andiamo a letto che la sveglia é alle cinque. Direzione Palenque, uno dei tre più importanti siti archeologici Maya del mondo.

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