Non sempre e nemmeno spesso. Ma é comunque bellissimo.

Passano gli Interpol (next exit), sotto il portico dell’Università di filosofia, odore di tacos, chiazze di salsa Valentina sul pavimento, la biblioteca interamente dipinta a fare da ombra. Per 30pesos, 1 euro e mezzo, mangiamo un intero pasto vengano al ‘Che Guevara’ l’unico centro sociale occupato del paese. L’unico per come lo intendiamo noi, dove nessuno ci abita, dove si fanno attività culturali, dove si fanno assemblee, dove di mangia, continuamente a rischio sgombero. Dopo pranzo laviamo i nostri piatti e li riponiamo, qualcuno li attendeva per pranzare a sua volta. L’università tutta é grande quanto un intera città, ha 12 linee di autobus interne e pure uno stadio. Incontriamo E. che qui fa la ricercatrice. Ci spiega come funziona l’università qui, ma soprattutto ci racconta cosa intendo qui per ricerca: qualcosa che deve avere come scopo ultimo quello di cambiare in meglio il luogo o il soggetto che sta studiando. Molto diverso da come la intende la nostra università. E. si occupa di femminismo, di violenza sulle donne ma anche di malavita, di desaparecidos, della tratta di giovani esperti per mano dei vari cartelli. Sono giovanissimi e soprattutto informatici, elettricisti, esperti in comunicazione. Vengono usati per qualche mese poi i più fortunati tornano in libertà, i più sfortunati vengono uccisi, bruciati, fatti scomparire. Avete presente i 43 studenti bruciati qualche mese fa? E pure i ricercatori come lei oggi, pure i giornalisti, sono a rischio. I nuovi cartelli sono governati da anonimi leader che tali vogliono restare e forse, sostiene E, oggi è giunto il momento pure per giornalisti e ricercatori di scegliere l’anonimato e senza generare nuovi eroi ne martiri, continuare serenamente questa importantissima lotta. I desaparecidos dal 2006 ad oggi sono circa 30mila ed i morti in tutto sono 125mila. Numeri degni di una guerra.


Facciamo una passeggiata notturna attorno alla zona rosa, in una città sempre più buia di quello che t’immagineresti da una città di 26milioni di abitanti. Praticamente mezza Italia. Mi sembra spesso di essere a Bangkok, mi sembra spesso di essere un altro. Mi domando ogni tanto che ci faccio qui, che mi sto perdendo, normalmente leggo guide e mi informo sui luoghi che visito ma questa volta no. ‘Ragazzi ma voi vi state ancora divertendo?’ Ha chiesto Kurt Cobain ai suoi soci la notte prima di suicidarsi. Non sempre e nemmeno spesso ma è comunque bellissimo pensare che oltre al vento, che certamente ha un ruolo nei nostri spostamenti, il grosso lo decidiamo noi, magari indirettamente ma sempre noi. A volte una serie di scelte e non scelte ci portano a Milano, a Brescia, a Città del Messico e pensare che l’abbiamo voluto noi è tanto disarmante quanto stupefacente.

‘E ricorda che disperazione e gioia non sono incompatibili’ diceva quello. Possiamo capire una situazione e disperarci, tuttavia essere contenti, perché ci siamo, perché capiamo, perché proveremo a risolverle se non ce la faremo, se perderemo, non ci arrenderemo. Resistendo. Lottando.

Come sempre se volete saperne di più e capire meglio potete farlo qui: https://20zln.noblogs.org

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